Il messaggio della
        Famiglia Camilliana
                                                        di Csíkszereda


Anno XVIII, nr. 190, giugno 2014 (25 05 1994)

 

Anno XVIII. Nr. 190, giugno 2014 (25 05 1994)

ANNO GIUBILARE DI SAN CAMILLO 1614 - 2014

Luogo di grazia

            Era una giornata calda d’estate, gli uccelli cantavano, la natura sovrabbondava di vita, d’allegria. I contadini lavoravano al campo, solo i custodi dei beni sono rimasti a casa per fare i lavori domestici.
Con mio fratello eravamo impegnati lo stesso in tale lavoro. In u villaggio, al solito, ciascuno ha il suo dovere, e questo si svolge in una responsabilità propria, la costrizione dell’avvertenza non è un ospite tanto benvenuto in una famiglia onesta.
Tutto il giorno siamo stati immersi nei nostri lavori domestici in cortile, poi abbiamo pulito la stalla. Il buon contadino aspetta ogni sera i suoi animali alla spina dal pascolo con luogo pulito, tanto fanno parte della sua vita, sono compagni di lavoro, amici, ma gli esseri viventi affidati da Dio. Abbiamo quasi finito i nostri compiti, essendo già pomeriggio, quando ci spettava ancora un ultimo dovere: portare foglie di rapa per i maiali. Siamo partiti allegri a salire il monte per arrivare al campo dietro. Il campo si trova in una vallata, a un posto spazioso, declive con una carina sorgente in mezzo.
   Si chiama Berés quel luogo, è di terra fertile, con umidità costante, qui si trovava ( anche oggi) la parcella di rapa (oggi prato), sopra della sorgente, ci siamo sbrigati qui. Mio fratello mi prendeva da mano sempre, camminando mi raccontava qualcosa della vita delle sue regole che m’interessavano molto e non mancavo di domande. A quel periodo appartenevo al più piccolo gruppo all’asilo. Il mio vestito d’estate non stava di tante cose. Fino a quando non mi sono cresciuta di essa, prestavo solo al lavaggio: avevo una “gonna tirolese” a maglia, verde come l’erba, bavaglino e in giù una fascetta nera con dei fiori Edelweiss bianchi con poco rosso. Una piccola biancheria intima era da completare la gonna, e con questo era finito il vestirmi. Né camicetta, né sandali… La pioggia era una notizia ghiotta in tale fornitura. Confesso, Mia Madre non era proprio incantata, spesso abbiamo dovuto litigare per le opinioni…
Era bel sole, ondata di caldo pomeridiano, il gioco di luce ha riempito, abbellito straordinariamente il campo colorato, c’era incantante star fuori in natura. Tutto frizzava di vita, anche noi eravamo immersi di questo frizzare, ci siamo accelerati, non ci siamo resi conto, tutti i cestini si sono riempiti con le foglie di rapa, potevamo tornare a casa. I nostri genitori non erano ancora arrivati.
Mentre mio Fratello depositava il foraggio ricco, io entusiasmata, vedendo il successo, senza pensarmi mi sono impegnata di portare almeno un altro mucchio tra le braccia. Sono partita immediatamente. Uscendo, dal cancello gli ho gridato, dove vado, che egli forse neanche ha sentito in quella grande operosità. Andavo al campo con la stessa allegria anche sola come con lui. La via era conosciuta, il panorama incantante. Strada facendo parlavo con ogni cosa che si è apparsa, così con le foglie di rapa mentre passavo in mezzo a loro. Le dicevo: “Sarebbe bello dondolare con voi…, siete talmente grandi, potrei salire su di voi, ma devo sbrigarmi a casa, ora non ho tempo, alla prossima.” Certamente ero di tutto sicura che lo potrei fare solo virtualmente, tanto una foglia di rapa non potrebbe sopportare il mio peso, anche se ho quello di piuma.     

            Poi, si è fermato il tempo con me. Nel frattempo è arrivato un temporale tremendo. I miei genitori e fratello mi cercavano disperatamente. Non mi trovavano. Mia madre è venuta per la terza volta alla sorgente, quando mi ha trovato. Stavo giocando nella sorgente. Solo quando lei mi ha tirato fuori di là, mi sono rese conto del temporale. Ho concepito la gravità della situazione. Mi meravigliavo perché non ero punita. A casa la nonna mi ha messo sul tavolo per guardare fuori finestra. La mia serenità le ha attirato l’attenzione. Mi ha chiesto: “Non avevi paura sola, fuori?” Io ho risposo con la più grande placidità: “Non ero sola”. Lei mi chiese: “Con chi stavi”?  - tanto non c’era nessuno con me quando mi hanno trovato. Ho raccontato che “stavo con una donna molto bella che mi prese da mano – col suo destro. Il suo vestito era bianco come la neve quando brilla il Sole. Attorno a noi tutto brillava in questa luce. Era buono là.” La nonna non ha permesso di scordarmi di quest’incontro, abbiamo parlato spesso. Anni passando su questa collina si è costruita la chiesa del paese (Csomortán), e tale sorgente è il secondo luogo idrico di approvvigionamento, qui sono collocata con mia cassetta in costruzione. Le dico “Regina dell’Acqua”.   

La mia nuova funzine di segretaria della Commissione Centrale
            Il 22 maggio 2014, una settimana prima dell’Ascensione, festa di Maria Domenica Brun Barbantini (Fondatrice Ministre degli Infermi), ho ricevuto una nuova funzione. Non ci ho pensato, anzi, progettavo di passare tutto il resto della mia vita ritirata, con creazione silenziosa.  Non è successo così.
Come un uragano, ha travolto il potere dello Spirito Santo qualsiasi idea preliminare e mi sono trovata in quella funzione, sulla quale non volevo neanche pensare che potrebbe essere mia. La mano del Signore guidava, niente si trova in esso dalla mia volontà, perciò “è Opera Sua, non mia”, m’inchino ginocchi e testa davanti la sua Volontà e assumo la funzione affidatomi da Dio e da parte dei miei elettori.
Rendo grazie al Signore e ai Fratelli/Sorelle elettori per la loro fiducia distinta nei miei confronti.
Come primo passo quale segretaria ho preso il contatto nuovamente con la Famiglia Camilliana Laica „San Camillo” di Bucchianico.  Questa Famiglia per la grazia di Dio l’ha fondata nel 2000. Marie Christine era anche presente alla sua inaugurazione (il 25 giugno). Era un momento storico, Grazie a Dio!
Ho condiviso tale notizia con la nostra Famiglia Camilliana Laica, lo stesso ”San Camillo”, dopo di che ha incoronato il nostro insieme la Puskás Erzsike, che due anni fa si è guarita dalla sua malattia di tumore, chiedendo con gioia la sua accettazione nella nostra Famiglia Camilliana. Vogliamo festeggiare tale evento proprio il 14 luglio, festa di San Camillo, quale punto di luce del nostro anno giubilare.

Siamo una nazione di preghiera! Abbiamo avuto la Pentecoste magnifica, insieme ai nostri ospiti:
http://dailynewshungary.com/csiksomlyoi-bucsu-exclusive-photo-gallery/

Notizie:

* Con l’aiuto di Dio, ci prepariamo per il ritiro dei chierichetti di Csomortán tra 10-13 luglio. Il tema è: “I canti popolari d’insegnamento”. Per i lavori preparatori le giovani si sono impegnate in prima linea,
* Si è svolta la 204. trasmissione nella Radio Maria Transilvania, Il Messaggio è arrivato al numero 190,
* La Radio Maria Transilvania colletta fondi dagli ascoltatori per lanciare Radio Maria in Irlanda,
* Il giorno di Pentecoste è celebrato la cresima alla Parrocchia Santa Croce, nostro Emil l’ha partecipato,
* Il 15 giugno s’incomincia il capitolo straordinario dell’Ordine Camilliano a Roma. Chiediamo lo Spirito Santo di aiutare gli elettori nei loro lavori, degnamente a San Camillo nell’anno giubilare!

Nell’anno giubilare di San Camillo – anno di “cento braccia” rinnoviamoci con l’antica fede il nostro incontro di preghiera a mezzogiorno all’Angelus, quello tra le ore 21-22, e di ogni 25 del mese (nascita di San Camillo) e 14 (giorno della sua nascita celeste) nelle nostre piccole e grandi famiglie.  

 


Con affetto, Bakó Mária Hajnalka, RO – 530 194 Csíkszereda, Hunyadi János, 45/A/27, Tel: 0040 366 10 22 55 / 0040 721 088 154 / e-mail: mariabako@hr.astral.roArchivio: www.camillo.romkat.ro (it), http://www.kamill.romkat.ro/ (mag)


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