Il messaggio della
        Famiglia Camilliana
                                                        di Csíkszereda


Anno XXIII, Nr. 254, aprile 2020 – 750 anni del genio ungherese Beato Eusebio, 100 anni del Credo ungherese
52 Congresso Eucaristico Internazionale a Budapest/Ungheria


Papa Giovanni Paolo II e la Divina Misericordia

Sono passati ormai quindici anni, da quando il papa Giovanni Paolo II si è tornato al regno celeste.
            Quando si è tornato al regno celeste il Grande papa? Risposa: il 2 aprile 2005.

Sua vita, come l’attività ha abbracciato tutto il mondo creato, la vita sociale, artistica, aveva quale compito basilare di abbracciare la cura corporale, spirituale e dell’anima dei malati.
            Quale era l’evento di lancio di abbracciare i malati, dove e quando è successo?
Risposa: E’ successo sulla piazza di San Pietro di Roma il 13 maggio 1981, con suo attentato, poi successivamente le sue esperienze durante la sua lunga convalescenza ospedaliera.

L’abbracciare la causa dei malati nella Chiesa Cattolica sul significato cristiano del dolore umano l’ha fondato con una sua enciclica.             Quale è questo? Risposa: La Salvifici doloris

Forse tra i più vecchi qualcuno si ricorda, che negli anni 60 c’era un rosario breve, che recitavano le nostre nonne, poi tale devozione si è taciuta per decenni, che durante il suo pontificato lo stesso papa Giovanni Paolo II ha ridefinito la priorità, promuovendo per eccellenza il suo culto.
            Che cosa è questo culto e con quale enciclica l’ha preparato?
Risposa: E’ il culto della Divina Misericordia, preparato da Dives in misericordia

Ciascuno conosce l’immagine del Gesù misericordioso, con la breve preghiera appartenente.
            Com’è questa preghiera? Dove si trova l’immagine originale del Gesù misericordioso?
Risposa: Gesù, confido in Te. A Kraków, sull’altare della chiesa.

Venticinque anni fa era maturato il tempo a delineare il centro mondiale del culto della Misericordia.
            Quando e dove è stato inaugurato il centro mondiale della Misericordia e che cosa hanno posto là?
Risposa: A Roma il 23 aprile nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, tra San Pietro e Tevere a destra. Qui hanno posto la copia dell’immagine della Divina Misericordia.

Il percorso presentato, anche se è una mera frazione della vita e attività del Grande papa, tuttavia ci fa capire la conclusione di vita terrena e il cominciare di quella celeste. Se guardiamo nel calendario, la data di 2 aprile testimonia in modo sorprendente la condotta della Divina Misericordia nella vita e decesso di San papa Giovanni Paolo II, “per il bene nostro e di tutta la Santa chiesa”.
            Che giorno era il 2 aprile 2005? Come si chiamava la domenica dopo Pasqua?
Risposa: Sabato, la veglia della domenica della Divina Misericordia.
Domenica in albis.

Festeggiare il mistero di Pasqua in modo non convenzionale

            Chi avrebbe pensato mai che vivremo anche questo, e secondo le previsioni, si può chiedere che forse non ci sarà un evento singolare, bensì possiamo aspettare simili in seguito? Nella nostra religione cattolica le regole sono profondamente incisi nell’anima, spirito, comportamento, tradizione della gente.
            Non potevamo nemmeno immaginare, che la festa del nostro cristianesimo maturo, la Pasqua guarderemo da lontano tramite il computer, tablet o cellulare da casa. Per fortuna, era ancora tempo a pensare e agire, almeno questo si realizzi, dove erano capaci a mettere in atto in fretta la trasmissione volontaria. Alla fine eravamo contenti anche con questo, affinché ci siamo arrampicati fortemente sulle nostre tradizioni millenari, se si scivola la terra, la sicurezza di sussistenza da sotto i piedi, almeno possiamo custodire le esigenze delle nostre anime. Pian piano ci siamo abituati a muoverci coraggiosamente con esso.
            Dopo aver visto e letto tanto video quanto era possibile sulla pandemia, sul noto coronavirus covid 19, secondo varie fonti di notizie nella presentazione o scritti degli esperti, pro e contro, ma non ci siamo andati avanti neanche un passo, poi, dopo le prime reazioni di buffe ci siamo messi a prepararci a festeggiare la Festa Sancta, col virus eppure senza, secondo le possibilità ancora rimasti.
            Nel frattempo si sono moltiplicati i regolamenti militari, diventarono sempre più  severi le regole di contatto e ci preparavamo a festeggiare quell’evento che il Fondatore del nostro cristianesimo, il Signore Gesù Cristo ci ha rilevato quale modello da seguire, proprio per essere visto in comunità, insieme. La tensione è diventata sempre più forte con l’arrivo delle feste nelle anime della gente, l’inerzia l’ha aggravato ancora di più lo stato d’animo giornaliero, provocando resistenze aperti e repressi, poi pian piano i più umili hanno cominciato a scavare e portare fuori le riserve dei loro tesori spirituali, mettendoli in forma, chi come poteva, irradiando da sé il bello, il nobile, il buono, la verità.
            Con l’arrivo della Pasqua si è fatto sentire la grazia da dietro delle proibizioni e si è irradiato con una purità mai vissuta a coloro che erano capaci di sentirla ed accoglierla. Sentivamo che ci arricchiamo e nemmeno la gratitudine non era abbandonata da parte degli accoglienti, né i feed-back a coloro che hanno inviato i beni interiori, diffondendo ancora più grazie per il mondo intero.
            Fino a quando è arrivata la Santa Festa, chi poteva, si è infilata con spiritualità antica alla situazione nuova, anche se con dei passi un po’ insicuri ma senz’altro con più grande attaccamento.
            Confesso, che da parte mia, non sono stata virtualmente in così tante chiese, cappelle o altri luoghi sacri come adesso. Avevo tempo e anche voglia a esso, come esigenza. Anche altre volte vado volentieri a visitare le chiese dei dintorni, ora forse era opportuno la restrizione di movimento fisicamente, perciò ho fatto dei viaggi virtuali dalla propria parrocchia fino il Santo padre durante le tre giorni sacri.
            Così l’ho trovato la cappella odorata dei camilliani del Peru/Lima, presso la Casa della Buona morte, dove eravamo per il nostro incontro nell’ottobre del 2019, partecipando alla loro liturgia. Era bello star di nuovo a quel luogo carino, incontrarmi virtualmente con alcuni dei partecipanti, che lo stesso l’hanno scoperto l’evento raro, pregare insieme per noi e per gli altri del mondo. Se non ci fosse stata questa situazione non avrei avuto quest’occasione valorosa di incontrarci durante le celebrazioni eucaristiche.
A Csíkszereda la benedizione online dei cibi ci ha offerto un esperienza straordinaria. Nella chiesa del Millennium vuota, ma sui banchi con garofani, era il nostro vescovo a benedire i cibi. La gente ha preparato sul tavolo della propria casa le cose da benedire, come me, e così, spiritualmente, tramite la media, ma insieme abbiamo festeggiato l’evento particolare, la colazione più buona dell’anno, dove proprio la nostra città presenta il modello da seguire con i suoi migliaia di partecipanti, quest’anno partecipando online.  
In questi momenti ho sentito la gratitudine più bella nel mio cuore. Sono grata ai conduttori ecclesiali si sono sporsi per i fedeli e non li hanno lasciati sbandare per strada di Emmaus impotentemente. Che Dio li ricompensi per la loro bontà con i loro volontari, essendo resi integro la festa più grande della nostra fede.

Incontro di preghiera al mezzogiorno: Vivendo il momento, ci rinnoviamo la vita del nostro Signore nella nostra vita. Tale evento è l’incontro di preghiera della Famiglia Camilliana Laica, fonte di forza per tutti.

Il Santo papa Giovanni Paolo II ha promosso la sacralità della vita umana dalla concezione fino la morte naturale. Resti la sacralità della vita umana anche oggi nella sua dignità naturale malgrado i virus.

Con affetto, Bakó Mária Hajnalka, RO – 530 194 Csíkszereda, Hunyadi János, 45/A/27, Tel: 0040 366 10 22 55 / 0040 721 088 154 / e-mail:  kamillianus@gmail.ro – Archivio: www.camillo.romkat.ro (it), http://www.kamill.romkat.ro/ (mag)


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