Il messaggio della
        Famiglia Camilliana
                                                        di Csíkszereda


Anno XXVIII, nr. 297 – marzo  2024  -      Il motto diocesano dell'anno è: Rinnovatevi! (Ef 4, 23-24)


San Giuseppe

I Vangeli presentano San Giuseppe brevemente, con enfasi diverse. Nell'erudito Luca, Giuseppe, in tutta la sua grande importanza storica, è presentato con l'autorità del capofamiglia: il padre di Gesù, il custode di Maria. Giovanni, l'evangelista della divinità di Gesù, dipinge Giuseppe nella sua modestia e rileva la sua umiltà nello scegliere la famiglia di Nazareth, un'umile dimora, per nascondere la sua persona divina. Marco, scrivendo agli orgogliosi romani, non si riferisce mai a lui come al suo padre adottivo, solo una volta, quando dice che gli ebrei chiamano Gesù "falegname". Matteo si rivolge agli ebrei credenti, i discendenti dei patriarchi, ed esalta le virtù della vita di Giuseppe.
Qual era la professione di San Giuseppe?                          Risposta: era un falegname.

"Maria era promessa sposa di Giuseppe. Prima che si sposassero, però, apparve che Maria aveva concepito un bambino nel suo grembo per opera dello Spirito Santo. Suo custode, Giuseppe, non voleva svergognarla, così decise di licenziarla in segreto. Mentre egli stava pensando a questo, l'angelo del Signore le apparve in sogno e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di sposare Maria, perché la vita concepita in lei, viene dallo Spirito Santo. Avrai un figlio, che chiamerai Gesù, perché riscatterà il suo popolo dai suoi peccati".
       Che tipo di uomo era, secondo l'evangelista, Giuseppe?     Risposta: Era un uomo giusto.
Giuseppe non era il padre di Gesù, ma l’ha cresciuto come un padre. Così quest’evento è diventato anche la festa dei padri. L'evangelista Luca si riferisce a Giuseppe come padre di Gesù: Egli occupa il posto del padre nella vita di Gesù. Il suo ruolo paterno si esprimeva anche nell'usanza dell'epoca di dare un nome al bambino. La posizione di Giuseppe rispetto a Gesù è stata determinata da Dio, che ha fatto di Gesù il figlio di Giuseppe quando è stato concepito nel grembo di Maria. La relazione di Giuseppe con Gesù proveniva solo da Dio. Che cosa significa il nome di Gesù, il profetico Emmanuele?     Risposta: "Dio è con noi".

Giuseppe non si sottrasse alla missione che gli era stata affidata e, al momento del censimento ordinato dall'imperatore Augusto, nacque il figlio di Dio. Poco dopo, per sfuggire al re Erode, fece fuggire la sua famiglia in Egitto e, al ritorno, si stabilì a Nazareth. L'ultima volta che leggiamo di Giuseppe nel Vangelo è quando Gesù scompare a Gerusalemme all'età di dodici anni. Quando Gesù inizia il suo ministero pubblico, gli evangelisti non menzionano più Giuseppe. Si presume che sia morto poco primo che Gesù iniziasse il suo ministero pubblico, ma non si conosce né la data della sua morte né il luogo della sua sepoltura. La sua paternità è meglio espressa dal fatto che la sua vita fu una di servizio e di sacrificio.
     Qual era l'espressione dell'amore nella vita della Sacra Famiglia?       Risposta: Il lavoro.

Essendo così vicino al Salvatore, ha vissuto la sua vita in silenzio, non lasciandoci la saggezza di un "santo in ascolto". La tradizione dice che in cambio della sua fedeltà e del suo "silenzio" ricevette il dono più grande di tutti: la presenza di Gesù e Maria alla sua morte. Nessun uomo è mai morto in modo così bello con Dio e sua madre davanti agli occhi.
Quando si celebra la festa?                                                    Risposta: Il 19 marzo.
La Famiglia Camilliana Laica "San Camillo" di Csíkszereda compie trent'anni
Il 25 marzo 2024, per grazia di Dio, la Famiglia Camilliana Laica “San Camillo” di Csíkszereda compie 30 anni. È una vocazione che riempie la vita, con radici che risalgono forse ai tempi precedenti alla nostra nascita, che ne hanno fornite le basi.
Ho sentito parlare per la prima volta della FCL nel settembre 1992, a Budapest, quando la mia Mamma-Éva (ormai di felice memoria), ne parlò in occasione di un ritiro privato (con P. Lajos Máriás SJ., vedi Il messaggio della FCL di Csíkszereda, settembre 2012) a casa di Mária Herpy (allora amministratrice della Chiesa in Roccia di Budapest). Poi, ci fu silenzio per un anno.
Il 17 ottobre 1993, ho potuto assistere alla Messa straordinaria del padre camilliano Dott. Anton Gots a Budapest, discernendo la mia vocazione di vita. La nota centrale della predica mi stupì, perché presentava l'unificazione della sofferenza umana con quella redentrice del Signor Gesù Cristo, attraverso della malattia degli organi. Questo è ciò che il Padre ha chiamato "santità", se si vive la sofferenza come "santità" con il Signor Gesù Cristo. Sono rimasta sbalordita nello scoprire che ero un "sacramento vivente", grazie alle sofferenze che avevo sperimentato attraverso le malattie.
Mi sono innamorata di San Camillo. La mia vita aveva un senso. Si era chiusa un'epoca e si apriva davanti a me un nuovo, ampio cammino pieno di promesse e di opportunità, nella quale entravo con fiducia. Alla fine della Santa Messa avevo ricevuto una notizia importante: la direzione dell'Ordine Camilliano aveva deciso, su raccomandazione di mia mamma-Eva, di mandarmi a Roma per continuare i miei studi. Ero entusiasta di questa proposta, di cui non osavo parlare alla mia famiglia a casa. Poco dopo mi fu chiesto di organizzare un incontro per padre Gots a Csíkszereda.
Il primo incontro camilliano ebbe luogo a metà marzo 1994. Il sindaco di allora, Csaba Csedő (ex direttore dell'ospedale), ci mise a disposizione la sala banchetti del Municipio per tre giorni. Furono invitate 137 partecipanti da venti località della nostra Provincia Harghita, conoscenze personali. In quell'occasione invitammo anche il futuro P. Alfréd György. Fu un incontro fantastico.
Una settimana dopo, il 25 marzo 1994, tenne la prima riunione camilliana, sempre in una sala del Municipio, ora tra di noi, senza pastore, e come famiglia. Prendemmo il nome di "San Camillo" e iniziammo il cammino di spiritualità, con quanti ne avevamo, ma fin dall'inizio ci muovemmo su due piani, la spiritualità camilliana e la carità. Non abbiamo avuto mai un assistente spirituale camilliano.
Sotto il patrocinio del dottor Csedő Csaba, organizzavamo visite ai pazienti dell'Ospedale della Contea e ai pazienti a domicilio della zona parrocchiale, ai quali andavamo insieme a fare visita.
Tra il 1994-97 ho terminato la prima parte dei miei studi a Roma, dopodiché sono rimasta a casa per un anno per preparare la licenza ufficiale della FCL nella nostra diocesi.
Nel 1997, ha avuto luogo la consacrazione della nostra FCL nella parrocchia di Sant'Agostino tramite don Pénzes József, parroco. Da dicembre è stato lanciato il Messaggio mensile della FCL di Csíkszereda, in ungherese e italiano, l'unico bollettino spirituale camilliano dell'Europa orientale. In quest’anno, abbiamo iniziato gli esercizi spirituali dei camilliani laici, inizialmente insieme ai disabili.
            Nel 2000 ho terminato i miei studi al Camillianum (e Theresianum) di Roma e prima della fine dell'anno, con il sostegno dei dignitari della Chiesa cattolica ungherese, abbiamo iniziato per la prima volta a Csíkszereda, la cura spirituale dei pazienti dell'ospedale, che per me è durata 16 anni, fino al mio pensionamento. Durante questo periodo, l'ospedale è diventato il nostro punto d’incontro per molte occasioni di celebrazione, preghiera, messa, esercizi spirituali, feste cattolici ecc.
Nel frattempo sono stati pubblicati sette volumi di libri per camilliani laici e malati, altri due sono in arrivo, uno è in attesa di pubblicazione da tre anni e l'altro è in preparazione.
In questi trent'anni abbiamo perso molti di noi, ne sono arrivati nuovi, e quelli rimasti hanno un grande debito di gratitudine verso il Dio Onnipotente per questi trent'anni di grazia, anche se ci ha regalato sorrisi o lacrime a ciascuno, secondo la sua capacità di sopportarle, ma ne è valsa la pena...

Il 25 marzo 2024, in occasione della Messa serale delle 18:00, si terrà un incontro camilliano nel santuario, dove tutti sono i benvenuti. In seguito si terrà una visita nella Casa Caritas.

Con affetto, Bakó Mária Hajnalka, RO – 530 194 Csíkszereda, Hunyadi János, 45/A/27, Tel: 0040 366 10 22 55 / 0040 721 088 154 / e-mail:  kamillianus@gmail.ro – Archivio: www.camillo.romkat.ro (it), http://www.kamill.romkat.ro/ (mag)


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