Il messaggio della
        Famiglia Camilliana
                                                        di Csíkszereda


Anno XI, nr. 108 - 2007 agosto

La cappella della fedeltà matrimoniale, Székesfehérvár – il castello Bory

Il 2007: è un anno significante per ogni ungherese. Mille anni fa, in questa città è nato il principe Sant’Enrico, il successore al trono della Casa d’Árpád. Il padre re, Santo Stefano, governò quale sovrano sacrale da questa città il suo popolo, formulando la legislazione dello stato secondo il regno di Dio, nella familiarità, e come il gesto ultimo della sua vita, misi la sua patria, popolo e la sacra corona reale nelle mani della Madre di Cristo, Patrona d’Ungheria, quale erede giuridica.

Oggi, si trova in questa città il castello Bory, costruito dall’artista architetto-scoltore Bory Jenő (1879-1959), quasi per quarant’anni, partendo dal 1923. Sua moglie fu pittrice, entrambi alunni di Székely Bertalan . Il castello, in sé, è un capolavoro d’architettura, tuttavia le opere esposte nel castello rivelano un mondo straordinario: i creatori, istituiscono il modello di vita dell’amore reciproco e passione profondo di una coppia, fino la fine della loro vita, attraverso il loro stile di vita, arte e concezione intellettuale. Il riassunto di tutto questo viene rivelata nella creazione della Cappella della Fedeltà Matrimoniale, penso che sia l’unico “santuario matrimoniale” ungherese.

Possiamo leggere molto sulla storia del famoso Tad Mahal d’India, la bellezza del monumento in marmo bianco è affascinante, che è stato costruito del governatore pentito, quale panteon, in memoria della moglie tanta amata, che morì nel parto del loro 15-mo figlio. Nel caso della Cappella della Fedeltà Matrimoniale invece si tratta di un tutt’altra cosa, essendo questo un “santuario vivo” che dimostra il cammino di una vita intera, non solo la sua memoria ulteriore. Gli artisti Bory danno testimonianza di un arricchimento reciproco, di permanente stima, amore e passione matrimoniale.

Lo scultore, creatore ed artista di vita, Bory Jenő, amava il marmo bianco (Carrara), le sue composizioni femminili sono modellati secondo la sua tanta amata moglie, che, con il termine della poesia popolare ungherese possiamo nominare quale “la bella Ilona” (Komocsin Ilona). La costruzione del castello è stato un capolavoro parallelo nella vita della coppia. In esso ogni cosa ha un significato proprio, e secondo il caso viene aggiunto una “confessione”, o non di raro una spiegazione scherzoso, formulato dall’artista per i loro figli, poi per i nipoti. Adesso sono i sette nipoti con le loro famiglie a mantenere il castello, ciascuna per un giorno della settimana, divulgando il tesoro spirituale ricevuto.

La Cappella della Fedeltà Matrimoniale offre un messaggio particolare per l’uomo di tutti i tempi, ponendo davanti gli occhi il modello per eccellenza della fedeltà matrimoniale. Il santuario della cappella è l’amore puro, che l’artista l’ha inciso quale preghiera in marmo bianco all’immagine della sua moglie tanta amata, seduta nel fascino di donna, in un vestito leggero, emettendo cortesia, tranquillità, fragilità, innocenza. La figura meravigliosa, che viene già riconosciuta dal visitatore se le ha visitato le opere esposte, riempie lo spazio. Suo amore, passione e marito invece si mette a ginocchi davanti i suoi piedi, baciando il piede, mentre pone il ginocchio sulla pantofola di Lei.

Possiamo comprendere meglio la profondità della composizione se leggiamo i pensieri dell’artista incisi nel marmo: “In Te contemplo Dio” .

Tale pensiero, meritamente, esprime l’essenza del nostro cristianesimo, perché qui si è realizzato il miracolo della fedeltà matrimoniale, tra l’amore umano fino la fine e tra l’infinito amore di Dio.

( http://482.underground.hu/boryvar/kronika.htm , http://www.argus.hu/2002_05/ke_p_szabo.html)

ICPCC Krzyzowa/Kraisau, Polonia 7-14 agosto

Quest’anno è stato tenuto l’ottavo Congresso della Pastorale nella città di Polonia Krzyzowa, nel suo nome tedesco Kreisau (provincia Silesia) tra 7-14 agosto. Sono stati più di 200 persone con 59 nazionalità al prestigioso incontro. A questa volta anche i cattolici si sono presentati più numerosi. Krzyzowa/Kreisau è una piccola campagna, con poche case, situata in un ambiente di colline belle. Il suo nome tedesco proviene dai chiodi della croce di Cristo, messi nella forma della croce.

Il luogo dell’incontro è stato la rinnovata proprietà familiare del Helmuth James von Moltke. Fin dal primo momento è stato chiaro lo stile particolare delle costruzioni: gli edifici antichi di un corte agricolo di un patronato vecchio sono stati trasformati in un moderno centro di studio, con delle aule, refettori, luoghi di accoglienza, alberghi, sale di studio.

La tematica del congresso: coordinare tutti i “tesori in vasi di creta” (2 Cor 4, 7-9), che portiamo in noi stessi durante il ministero pastorale, quando incontriamo tenerezza e distruzione. Abbiamo riflettuto tutto questo nelle prospettive personale e sistematiche. Sono stati presentati numerosi riflessioni da tutto il mondo da parte di varie confessioni cristiani e non, siano essi lavori teologici, che empirici, soggettivi e personali. I temi poi sono stati riflettuti nei piccoli gruppi di lavori.

Accanto il ricco insegnamento teoretico, abbiamo conosciuto un po’ anche qualche aspetto della cultura locale, che ci ha aiutato ad orientarsi nel luogo di profondo significato geografico-storico:

- Abbiamo ammirato l’arte del canto e danzare silesiana, e il loro costumi popolari molto ricco.

- Abbiamo visitato la chiesa luterana della pace di Swidnica (1652-57), che è la più grande tra le chiese di legno. Dopo 50 anni, oggi si celebra in ogni due domeniche anche il culto tedesco. Quale segno della loro accoglienza hanno organizzato per noi un concerto medievale nell’antica chiesa.

- Abbiamo visitato Wroclaw, città di nascita di Dietrich Boenhoffer, teologo pratico, ed i più famosi posti della città. Così, ci è venuto a sapere che dopo la II. Guerra Mondiale, è stato pronunciato qui per prima volta il gesto nobile della riconciliazione da parte della Chiesa Cattolica. Presso il Comune della città abbiamo visitato l’esposizione di foto sulla vita del papa Giovanni Paolo II. Nella chiesa Santa Elisabetta abbiamo partecipato ad una venerazione ecumenica, dove sono venuti anche i diversi membri onorevoli ecclesiali. Questa chiesa è tornato dalla chiesa cattolica dopo la guerra, ora si trova in essa un’esposizione fotografica in occasione dell’anno Santa Elisabetta, con molte figure ungheresi.

- Siamo andati anche nelle famose montagne della Polonia, a Karpacz. Qui, abbiamo visitato una chiesa in legno, “wang”, costruito dai norvegesi nel XII secolo, nello stile bizantino. Più tardi l’hanno usato i tedeschi, oggi serve al culto luterano polacco, con dei servizi ecumenici.

(www.krzyzowa.org, http://en.wikipedia.org/wiki/%C5%9Awidnica,http://hu.polandforall.com/a-szaz-hid-varosa-wroclaw-ngyelorszag.html)

Suore espiatori per l’Ungheria

Nel 8 d’ottobre 1999, è stato inaugurato il monastero Patrona d’Ungheria a Erdőkürt, nella diocesi di Vác, per le Suore Contemplative Paoline Ungheresi, che accanto le tre consigli evangelici, s’impegnano anche il quarto voto, offrendo a Dio la propria loro vita quale espiazione. Invitano in questo sacrificio tutti quanti, che assumono l’espiazione per il nostro popolo, per il nostro essere cristiani: Remete Szent Pál Monasztikus Nővérei, 2176 Erdőkürt, Kossuth L. út, 2/a. Tel: 0036 32 479 139. La presenza delle suore, tuttavia, può significare un incoraggiamento per ogni gruppo espiatorio.

Dal primo agosto si è ritirato dal servizio il nostro cappellano Szakács Lajos, parroco di Csíkzsögöd. Il suo successore sarà il superiore francescano di Csíksomlyó, Péter Artúr.


Con affetto, Bakó Mária Hajnalka, RO – 530 194 Csíkszereda, Hunyadi János, 45/A/27, Tel/Fax: 0040 366 10 22 55 / 0040 721 088 154 / e-mail: mariabako@hr. astral.ro http://www.hhrf.org/gyrke/camilliana


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