Anno XXX, nr. 317 – 2026 - Anno Áron Márton episcopo + Ritiri a Betania 35 anni
San Sebastiano
San Sebastiano, venerato come martire, era invocato come santo protettore durante le epidemie di peste e altre malattie che decimavano uomini e animali. Numerose confraternite e corporazioni di artigiani lo veneravano come santo patrono e molte località si contendevano il possesso delle sue reliquie. L'arte ha spesso scelto il suo martirio come tema e l’ha elaborato in innumerevoli varianti secondo il gusto del momento.
Quando è nato? Risposta: intorno al 256.
Era un ufficiale della guardia imperiale romana, nato a Narbonne, ma non è cresciuto lì. Ricevette un'educazione cristiana. In seguito si trasferì a Roma, dove gli imperatori Diocleziano e Massimiano lo stimavano e lo nominarono loro stretto collaboratore. Egli riuscì a essere allo stesso tempo un ufficiale imperiale e un cristiano fedele, che difese la propria fede. La leggenda descrive l'ufficiale come un abile oratore, che voleva guidare i suoi compagni alla fede e incoraggiava i cristiani che languivano in prigionia.
Dove è cresciuto? Risposta: a Milano.
Alla fine anche lui fu portato davanti al tribunale imperiale e condannato a morte per la sua fede. Fu legato a un palo in un campo aperto affinché i soldati lo uccidessero a colpi di freccia. Quando lo credettero morto, lo lasciarono lì. Una devota vedova romana accolse il gravemente ferito nella sua casa sul colle Palatino e lo curò fino alla sua guarigione. Questa vedova è citata nel Martirologio Romano come santa protettrice dei malati. Quando Sebastiano ricomparve in pubblico, fu accolto come un risorto dai morti.
Chi era questa devota vedova? Risposta: Santa Irene di Roma.
Anche se i suoi amici gli hanno chiesto di lasciare Roma, egli voleva professare apertamente la sua fede, così Sebastiano finì nuovamente nelle mani dei carnefici e fu condannato a morte per la seconda volta: fu picchiato a morte con dei bastoni e gettato in un canale. Fu sepolto da una donna romana, Lucina (nel 288), che già la prima volta aveva aiutato a prendersi cura di lui. La matrona romana di nome Lucina compare in diverse storie di martiri come colei che concede l'ultimo saluto a chi è torturato a morte, secondo il leggendario, tradizione romana.
Come si chiama questo canale? Risposta: Cloaca Maxima.
La leggenda del martirio di Sebastiano conferma la fede cristiana secondo cui questa vita è in realtà indistruttibile. Per quanto terribili possano essere le torture inflitte e i modi di morte, in fondo non possono danneggiare il credente, poiché egli è immortale.
La sua memoria è stata commemorata nella catacomba sulla Via Appia che porta il suo nome. Già nel IV secolo vi fu costruita una basilica, inizialmente in onore degli apostoli, che solo in seguito divenne la chiesa di San Sebastiano.
Quando si celebra la sua festa? Risposta: il 20 gennaio.
2026 - Anno Áron Márton, il grande vescovo - in onore del 130° anniversario della sua nascita
In collaborazione con l'Arcidiocesi cattolica romana di Gyulafehérvár e con il suo sostegno, il gruppo parlamentare dell'Unione Democratica Ungherese ha presentato un disegno di legge che dichiarerebbe il 2026 Anno di Áron Márton, secondo quanto riportato nella sua newsletter.
"Il contributo della comunità ungherese al patrimonio morale, culturale e storico del Paese non è un oggetto di discussione, ma è un fatto storico. Il suo riconoscimento non è una questione di benevolenza, ma fa parte di un'interpretazione responsabile e corretta del passato comune…
Il fatto che Papa Francesco abbia riconosciuto nel 2024 le eroiche virtù di Márton Áron e che sia in corso il processo di beatificazione non è solo un evento ecclesiastico. Si tratta, l'esempio di vita di un vescovo ungherese della Transilvania, che sta diventando modello morale universale…".
https://romkat.ro/2025/12/20/2026-legyen-marton-aron-eve-romaniaban/
Betania: la dimora della bontà – 35 anni
Quest'anno festeggiamo il trentacinquesimo anniversario dell'inizio dei nostri ritiri spirituali. Il 18 luglio 1991 siamo andati con il primo gruppo a Marosfő, nella casa di P. Jenő Ébmer, sacerdote lazzarista, martire e vittima del 1989, organizzati dalla nostra parrocchia. Il nostro nome è Betania: la dimora della bontà. Finora, per grazia di Dio, siamo riusciti a tenere cinquantuno ritiri spirituali. Ci stiamo preparando anche per quest'anno e il 19 luglio renderemo grazie con la Santa Messa.
Péter Sándor, costruttore di organi
Péter Sándor, lavora ormai da trent'anni come costruttore di organi. Quando finì la scuola elementare, sua madre mi ha cercato, perplessa, perché il figlio voleva intraprendere una carriera che il padre non l’aveva previsto. La madre, invece, aveva lavorato per anni nella chiesa di Sannsimon.
Le dissi: “Ci sono così tanti organi malati in Transilvania che aspettano un medico, il buon Dio lo aiuterà a guarirli”. Ed egli li guariva, prima come riparatore di organi, poi come costruttore.
È diventato il nostro orgoglio, chiediamo che il buon Dio continui a guidare la sua vita.
https://www.facebook.com/share/1A9UPztqHv/
La Baronessa Dott. Erzsébet Podmaniczky
E’ una vecchia conoscenza, dal 1990 a Budapest, dai tempi del Ministero del Welfare, grazie ai nostri amici comuni. Ha lavorato come medico e diplomatico presso l'ospedale Kék golyó di Buda.
La nostra amicizia sta lentamente invecchiando con il passare degli anni. È stata la prima donna cancelliere dell'Ordine di Malta. In questa veste ha partecipato con la sua famiglia (il marito e i due figli) alla festa di Pentecoste del 2006. È stato un onore e un'emozione per me ospitarli. Quando riusciamo a organizzarci, ci incontriamo da qualche parte, perché anche lei è una “diplomatica volante”. Rimasta vedova, ormai ottantenne, vola dal figlio minore per vedere i nipoti a Londra.
Ricordo con gratitudine i bei tempi andati, quando, per mia richiesta, ci inviò due confezioni di medicinali per mantenere in vita i pazienti operati al cuore. All'epoca il mio vicino era al bisogno.
Che il buon Dio le conceda ancora molti anni felici e le conservi il suo senso dell'umorismo!
A Natale, anche se non c'era ancora la neve, abbiamo trascorso delle bellissime feste a Csomortán.
A Capodanno ha nevicato e ha portato la notte più fredda. Abbiamo riscaldato la casa e noi stessi,
poi, invece dei fuochi d'artificio, ci siamo goduti i nostri ragazzi con fischietti e assi di legno.
Per la benedizione della casa è caduta ancora più neve, freddo necessario, ma siamo stati benedetti.
Siculicidium
Il 7 gennaio ha commemorato il massacro dei siculi/székely del 1764 a. Sono venuti in molti dall’Ungheria amputata, dalla Bucovina, dall'Alta Ungheria e dai nostri fratelli separati dal Sud.
Andriska farà il cantor nella chiesa francescana durante la settimana dedicata all'unità dei cristiani.