Anno XXX, nr. 319 – marzo 2026 - Anno Áron Márton episcopo + Ritiri a Betania 35 anni
San Patrizio
Patrizio nacque in Britannia intorno al 385-460. Aveva sedici anni quando fu portato via da schiavo. Custodiva le pecore sulle montagne dell’Irlanda. Egli considerò la sua sorte, una giusta punizione per essersi allontanato da Dio, non aver osservato i suoi comandamenti e non aver ascoltato i sacerdoti che lo esortavano alla salvezza. Non maledisse i suoi rapitori, sapendo bene che avevano agito secondo le usanze dell'epoca.
Chi lo portò via? Risposta: I corsari irlandesi.
Dopo sei anni di prigionia, una notte Patrizio udì in sogno una voce che gli disse: “Fai bene a digiunare. Presto tornerai in patria”. Poco dopo, la voce aggiunse: “Ecco, la tua nave è pronta!”. Su indicazione della voce, Patrizio fuggì e, dopo una lunga marcia in quella terra sconosciuta e ostile, raggiunse il mare. Salì su una nave che lo portò in Gallia, e poi poté tornare in Britannia dai suoi genitori.
Che cosa doveva fare in Gallia? Risposta: Doveva prestare servizio ancora per un po'.
Una notte, sentì in sogno la voce degli irlandesi: “Ti preghiamo, vieni a vivere tra noi!”. Chiese quindi di essere ammesso all’ordine sacerdotale, desiderando così seguire la chiamata che interpretò come un invito a svolgere opera missionaria tra gli irlandesi. Quando, secondo i piani del papa, si dovette inviare un vescovo in Irlanda per portare a termine l'opera di evangelizzazione, la scelta cadde su Patrizio, avendo una grande competenza nelle Scritture. La conoscenza della Bibbia divenne in seguito un segno distintivo della Chiesa irlandese.
Chi era questo papa? Risposta: Papa Celestino.
La missione di Patrizio in Irlanda ebbe un successo senza pari. Non solo conquistò i capi tribù, ma anche il popolo stesso, Da parte degli irlandesi incontrò una disponibilità insolita. È grazie a questo fatto che la conversione dell’Irlanda al cristianesimo avvenne senza martiri. Patrizio impose la sua volontà con calma e determinazione. Il suo successo è ovviamente attribuibile anche al fatto che, sebbene un tempo fosse stato prigioniero degli irlandesi e fosse tornato con tutto il potere di un vescovo, non si comportò mai da vincitore.
Quali prove abbiamo a questo? Risposta: Le Confessioni e le sue lettere.
L'Irlanda fu il primo paese a nord delle Alpi a sviluppare una propria lingua e letteratura ecclesiastica. Dal latino furono ripresi solo alcuni concetti fondamentali che mancavano nell'irlandese. Se il ruolo importante che l'Irlanda ha avuto nella vita dell'Europa occidentale cristiana nel primo Medioevo, il culto di San Patrizio si è diffuso pochissimo al di fuori dell'Irlanda. La sua festa è conosciuta fin dal V secolo. Già nel VII secolo era venerato come patrono dell'Irlanda. Fu inserito nel calendario romano nel 1631, nel giorno della sua morte. Quando è la sua festa? Risposta: 17 marzo.
Dal lascito spirituale del venerabile vescovo Transilvano, Áron Márton:
“Siamo minuscole fiamme esposte alla tempesta, eppure con la nostra fede conserviamo il calore dell’amore. Siamo pallidi fiori di neve, ma lottando contro il gelo invernale annunciamo comunque la primavera. Siamo chiamati a riportare Dio in questo mondo senza fede attraverso la nostra fede.” https://www.jakabantal.ro/?page_id=5846
Gli esercizi spirituali di padre Balázs Barsi a Csíksomlyó:
- https://www.youtube.com/watch?v=XHgAialwrZA
- https://www.youtube.com/watch?v=n9BJDkj4Uto
- https://www.youtube.com/watch?v=L2MM8zlADBw
- https://www.youtube.com/watch?v=v-vmYXVayv0
La reliquia di San Carlo Acutis a Csíksomlyó
La parrocchia di Csíksomlyó ha ricevuto un dono straordinario. Su richiesta della comunità parrocchiale, il vescovo di Assisi ha inviato una reliquia di San Carlo Acutis in un grazioso piccolo reliquiario, che i fedeli potranno contemplare ogni lunedì durante l'adorazione eucaristica. La reliquia rimarrà qui fino a Pentecoste, quando il pastore della diocesi, l'arcivescovo Mons. Dott. Gergely Kovács, la collocherà alla sua sede definitiva nella cappella del Salvatore, sul monte Kissomlyó.
Győri Enikő - A pusztulás felé tart az Európai Unió? Győri Enikő, InfoRádió, Aréna
Ho visto con piacere il video, comunicato di Enikő Györi, deputata al Parlamento europeo. Ne sono stato orgoglioso, ma ho provato anche qualcosa di più, poiché nel 2000 le nostre vite si sono intrecciate a Roma, dove lei prestava servizio come Ambasciatrice dell’Ungheria. Abbiamo vissuto un percorso di vita davvero singolare in quel periodo. Avevo appena finito di digitare al computer il materiale della mia tesi e stavo per uscire sollevata dalla biblioteca del Theresianum (Carmelitani) di Roma, quando il mio telefono squillò. Era la signora Ambasciatrice. Avevano bisogno di una collaboratrice domestica per la loro casa e per prendersi cura della loro meravigliosa bambina di un anno e mezzo. Ho sentito la mano del Provvidente sopra di me. Li ho raggiunti poco dopo, abbiamo discusso la questione e già il 15 marzo mi sono trasferita a casa loro. Mi è stato assegnato l’alloggio, dove ho potuto sistemarmi per continuare il mio lavoro. È così che, in occasione della difensione della mia tesi, anche la famiglia dell’Ambasciata ungherese era presente, in segno di onore. Da allora penso con gratitudine non solo a quel periodo, ma anche agli sviluppi degli anni successivi.
Marcia della Pace ungherese
Come espressione dell’identità nazionale ungherese, il 15 marzo gli ungheresi in tutto il mondo si sono vestiti a festa. A Budapest, invece, si è svolta la più grande Marcia della Pace di tutti i tempi, iniziata nel 2012. È stata un'emozione vedere la manifestazione d’innumerevoli persone festanti e pacifiche. Nel corso degli anni, il primo ministro Viktor Orbán, insieme ai suoi collaboratori, ha trasformato gli ungheresi in una grande famiglia. Si sentiva la provenienza da famiglia, l'educazione delle sue quattro figlie, accanto al figlio, il suo carattere più tenero. Ha ricevuto minacce di morte non solo lui, ma anche la sua famiglia, i suoi figli e persino i suoi sei nipoti; ciononostante, dando esempio di coraggio e pace davanti a una folla di migliaia di persone. Dio lo benedica per tutto questo!
Adorazione perpetua a Csomortán il 19 marzo
A Csomortán è stato concesso il privilegio di celebrare l’adorazione perpetua proprio nel giorno di San Giuseppe. Quest'anno iniziava dopo la messa solenne e durava fino alle quattro del pomeriggio. È stata una buona occasione per la meditazione della Quaresima.
Dánél Csaba ha quarant'anni. Dio lo protegga nella sua bellissima famiglia. Sua madre è camilliana.
Palma Sgreccia: https://magia.news/intelligenza-artificiale-e-pace-responsabilita-linguaggio-e-convivenza/